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sempre il buon vecchio mais in barattolo. I migliori
risultati che ho ottenuto sono arrivati con i mais aromatizzati della marca Pescaviva (ne esistono anche di altre
marche, ma per quello che ho avuto modo di appurare in anni di
esperienza, i Pescaviva sono quelli che mi hanno sempre dato i
risultati migliori). Ho provato moltissimi aromi: cioccolato,
fragola, amarena, vaniglia, ma le catture più belle e frequenti
sono arrivate con il mais aromatizzato a tutti i frutti. Appurato
che le carpe preferiscono la frutta (sicuramente perché nel loro
istinto alimentare i frutti restano i cibi più naturali), forse
nel mais a "tutti i frutti" riescono a scindere e
riconoscere gli odori e i sapori specifici di quei frutti che
preferiscono.
Attraverso
un ago (di quelli da boilies), bucheremo da parte a parte quattro
chicchi di mais, e sottolineo 4, ne più ne meno (quattro chicchi
di granturco sono un numero perfetto per dare un'ottima
presentazione dell'esca al pesce), e li inseriremo
nell'hair righ sotto l'amo. Dopodichè li bloccheremo mettendo a
contrasto uno stopper ferma-boilies, nel cappio dell'hair righ
(come stopper si può usare anche un piccolissimo stecchino o
anche un pezzetto di gambo di una foglia). Naturalmente l'amo
dovrà rimanere scoperto. Questo mi sembra sottointeso!
Dove
lanciare? Senza
un eco-scandaglio (se ce l'avete, meglio per voi) si possono
usare molti altri accorgimenti per capire dove stazionano le
carpe. Le bollate in acqua sono il primo segnale di dove trovare i pesci, o
in alternativa si può studiare il posto di pesca osservando i
punti da dove spuntano ostacoli semi-sommersi, come rami di piante, che quasi
sempre nascondono le tane delle carpe, e quindi si lancerà nelle loro
vicinanze.
Una
volta lanciata l'esca si deve fare una pasturazione mirata (usando
come pastura esclusivamente il granturco a tutti i frutti con cui
si pesca). La pasturazione deve avvenire nello
stesso punto, ma un po' più a monte di dove s'è lanciato ("il
quanto", dipende dalla velocità dell'acqua del fiume nel punto in
cui vi trovate a pescare). Non esagerate con la pasturazione:
bastano un paio di fiondate di granturco, per canna. Ricordatevi
che dovete avvicinare le carpe all'esca, ma non dovete nutrirle.
Se pasturate troppo rischiate di saziarle, rendendo più difficile
che vi abbocchino all'esca. Non usate altre pasture di nessun
tipo. Pasturare con il mais che usate come esca, è più che
sufficiente, e in questo contesto la semplicità è l'elemento che
rende sempre al meglio.
Piazzate
le canne nei poggia canne. E' del tutto irrilevante che usiate
o meno avvisatori elettronici (se li usate saranno semplicemente
un supporto di aiuto in più). E' meglio non usare campanelli
classici perché potrebbero ostacolare la vostra azione nella fase
della ferrata. Le canne nel reggi canna dovranno
mantenersi abbastanza orizzontali: non mettetele troppo alzate,
perché nel momento dell'abboccata le carpe potrebbero accorgersene. Se
lasciate la postazione incustodita ricordatevi di aprire
l'archetto o rischierete di non ritrovarci neanche una canna.
Nel
momento dell'abboccata la canna si piegherà (e rischierà anche
di finire in acqua se non la prenderete al volo). Questo è anche
il momento di ferrare. E non abbiate timore di piegarla al massimo
durante il combattimento. Mantenete sempre il filo in tensione e
la canna piegata, o rischierete di perdere il pesce.
Tenete
abbastanza dura la frizione del mulinello, ma non chiusa! Se il
pesce vuole prendersi lenza, lo deve fare, ma se la deve anche
sudare.
Occhio nella fase della guadinatura: tutte le carpe
stremate, una volta avvicinate al guadino raccolgono un ultimo
sforzo disperato, cercando di prendervi di sprovvista per liberarsi
(la maggior parte delle slamature avvengono proprio
in questa fase delicata).
E
ora gli accorgimenti più importanti. Quello che ho scritto fin'ora
sulla pesca alla carpa non serve a niente se non si usano certe
cautele. Ricordatevi che se anche la maggior parte dei pesci sono
stupidi, questo non vale sicuramente per la carpa. La carpa è un
pesce che metaforicamente parlando: sa leggere e scrivere! Le carpe sono
estremamente suscettibili: si accorgono delle più piccole
variazioni dell'ambiente dove si pesca. Si accorgono della nostra
presenza e se si allarmano non le prenderemo più! Ed è anche per
questo che se c'è una realtà indiscutibile sulla pesca alla
carpa è che gli esemplari più belli si prendono quando a pescare
siamo da soli o comunque con pochissima brigata; proprio perché
si fa meno confusione.
La
cosa migliore da fare, una volta che avete lanciato e pasturato,
è quella di mettervi fermi a sedere in poltroncina o sdraiati in
una brandina. Evitate di muovervi per quanto vi è possibile, e se
dovete parlare fatelo a bassa voce. Niente schiamazzi o berci, e
cosa più importante di tutte, evitate di pesticciare in terra con
i piedi, mandereste a monte la vostra pescata. Non avvicinatevi
troppo all'acqua e tanto meno sporgetevi.
Non
recuperate le canne solo perché dopo un quarto d'ora o venti
minuti, non avete visto neanche una toccata: non state pescando
con il galleggiante, dovete avere la pazienza di saper attendere!
Le
stagioni migliori per praticare questa tecnica sono, la primavera,
l'estate, l'autunno e l'inverno solo quando non è troppo freddo.
I momenti migliori sono: in estate dall'alba prima della levata
del sole, fino alle 10 di mattina - invece la sera, verso il
tramonto; in primavera-autunno, nella prima parte della mattinata e
nell'ultima parte della serata.
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