Un pesce che solitamente s' insidia a fondo, ma pure a passata, è il Barbo. Le due specie di Barbo maggiormente presenti nelle nostre acque sono il Barbo Comune, più conosciuto e diffuso e il Barbo Canino che solitamente non raggiunge mai dimensioni rilevanti. Oltre a questi esistono varianti minori presenti principalmente nelle acque locali (per esempio dalle mie parti abbiamo il Barbo Tiberino molto simile a quello comune). Inoltre recentemente si sta diffondendo sempre più anche nel nostro paese il Barbo Europeo i cui esemplari possono raggiungere dimensioni ragguardevoli anche di parecchi chili.
Nello schemino qui sotto vengono indicati i punti più comuni dov'è possibile trovarlo. Partendo da sinistra: a valle di una rapida e grossi massi, nei punti più profondi dei ghiaioni, vicino alle opere murarie come i piloni di ponti, e ai piedi di cascatelle dove i fondali sono più accidentati.

 

Come ho già detto si pesca a fondo e a passata.
Per quanto riguarda il fondo si può utilizzare una canna da lancio di 3-4 metri, con in bobina uno 0,30 che termina con un piombo piatto scorrevole (una "perlina" tra girella e piombo per evitare che il piombo vada a sbattere direttamente sulla girella), sotto la girella un finale non troppo lungo (intorno ai 30 cm). La lenza del finale intorno ai 0,25 cm o di diametro anche inferiore qualora si decida di utilizzare un dacron. Amo variante dall' 8-12 (anche in questo caso consiglio di utilizzare ami robusti al carbonio, meglio se sono a occhiello, con la punta piegata per facilitare la ferrata (potete piegarla anche da voi con delle pinzette). Personalmente mi sono trovato benissimo con gli ami della Tubertini serie 229 (oggi uso quasi esclusivamente questi e non solo per la pesca a fondo).

 

Lo si può pescare anche a passata, con una fissa di 6-7 metri o in alternativa una bolognese di 5-6 metri. In bobina uno 0,15, con un piombino spaccato a 20 cm dall' amo per bilanciare il galleggiante. Va bene anche un galleggiante affusolato lungo 10 cm che può essere fisso o scorrevole. La ferrata dev' essere fulminea ogni volta che scompare il galleggiante.

 

Per quanto riguarda invece le esche, il discorso è quanto mai complesso visto che la pesca del barbo risente di elementi particolari come quelli meteorologici e quelli attinenti alla condizione delle acque. In primavera in acque torbide sarà consigliabile utilizzare vermi di fango su amo del 6-8, mentre in estate bigattini a grappolo su amo del 12-14 (magari pescando a Ledgering con pasturatore chiuso per bigattini), in inverno lombrichi; un' ottima esca è anche il pane e l' emmental.

Le caratteristiche dell' abboccata del Barbo: è diversa da quella di tutti gli altri pesci. A volte la sua abboccata può essere scambiata con quella di un incaglio visto che il barbo punterà sul fondo mettendosi immobile come una pietra. Non si deve forzare o altrimenti si rischierà di spezzare il filo. Contrariamente si deve tenere il filo in tenzione finché il barbo non inizierà a cedere a quel punto si inizierà a combatterlo giocando sull' elasticità della canna, della lenza e della frizione.

 

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