|
E'
ovvio che nel praticare la pesca con la bilancia si debba ragionare
in maniera molto diversa a come si ragiona nel praticare altre
tecniche di pesca, anche perché in questa circostanza non si usano
pasture che possono richiamare i pesci, ma occorre andarli a cercare
in quei punti che costituiscono una "sosta abituale" per
loro, e quindi in ambienti dove la corrente può trasportare il loro
cibo naturale. Perciò il pescatore con la bilancia deve possedere
un ottimo "senso dell'acqua".
Se
vale il principio che i pesci vanno cercati nei posti dove
abitualmente sono stati pescati, per lo stesso principio è sempre
meglio non insistere in quelle zone o punti d'acqua che non hanno
mai dato buoni risultati, perché in condizioni normali
continueranno ad essere infruttuose.
I
momenti migliori per praticare questa pesca sono quelli di maggiore
attività per l'ittiofauna, privilegiando ambienti con acqua torba o
velata e scartando quelli con acqua limpida, dove l'inganno
risulterebbe troppo evidente alle prede.
Nell'acqua
torba viene mantenuta la rete ferma sul fondale per un paio di
minuti o più (la durata è discrezione del pescatore), con la corda
in tensione e tenuta ferma, dopodiché si alza l'attrezzo con una
certa forza e con decisione. La rete emerge dall'acqua formando una
profonda pancia che garantisce il trattenimento dell'eventuale pesce
così intrappolato.
La
bilancia viene sempre praticata dalla sponda a "piede
asciutto" anche perché in molte regioni italiane è proibito
praticarla entrando con i piedi in acqua... e in ogni caso sarebbe
inutile.
|