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IL CARPIONE
Il nome scientifico del carpione è
Salmo carpio, famiglia dei Salmonidi, ordine Clupeiformi e classe Osteitti.
Il carpione, pesce autoctono del lago di Garda, assomiglia ad una trota
fario con caratteristiche che lo avvicinano molto agli altri salmonidi
come il salmerino. Ha il corpo robusto ma tuttavia più slanciato. La testa
e compressa, con bocca ampia armata di solidi denti e occhi grandi. La
disposizione e la forma delle pinne è simile a quella che si riscontra
negli altri salmonidi, compresa la piccola pinnula adiposa presso il
peduncolo caudale. La coda però è più incisa ed ha i bordi appuntiti.
Il carpione ha squame cicloidi più grandi di quelle delle trote. La sua
livrea è bruno-rossastra sulle parti superiori, mentre fianchi e ventre
sono argentei. Ben distinta è la linea laterale. Inoltre, sulla testa e
sui fianchi, appaiono molte macchioline nere che però mancano sulla pinna
dorsale. La base della coda è scura.
C’è anche un’ altra importante caratteristica che distingue questo pesce
dagli altri salmonidi: è ormai accertato che il carpione si riproduce due
volte in un anno, in inverno tra dicembre e gennaio, e in estate, tra metà
giugno ai primi d’ agosto. Il divieto di pescarlo coincide con questi due
periodi. Ogni femmina depone fino a 1500 uova giallastre di 5 mm di
diametro. La deposizione avviene su fondali ghiaiosi a 100 m di
profondità. La nascita degli avannotti, muniti di sacco vitellino, avviene
dopo un mese, dalle uova estive, e dopo anche più di due mesi da quelle
invernali. Il carpione raggiunge la maturità sessuale a 3 anni, non supera
le dimensioni massime di 50 cm per 1 kg di peso.
Diversamente dagli altri salmonidi, il carpione non risale i fiumi
immissari e vive esclusivamente nel lago a profondità elevate, che variano
dai 50 ai 100 e persino i 200 metri, avvicinandosi talvolta alla riva e
alle quote più alte, durante la stagione calda. Di abitudine gregaria,
vive in banchi radi.
Le origini del carpione sono tutt’ ora ignote agli ittiologi. Infatti, non
può essere iscritto alla specie Salmo trutta per le numerose differenze
che lo distinguono da quella, ne può essere ritenuto un ibrido o una
varietà della stessa, come per esempio lo è la comune trota lacustre.
E’ un pesce che si nutre prevalentemente di microrganismi animali e
animaletti di fondo, compresi i piccoli vermi. Non disdegna organismi
vegetali, ne gli avannotti di ciprinidi, cui da una caccia serrata.

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