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IL TRIOTTO
Il nome scientifico del triotto è
Leuciscus aula, famiglia dei Ciprinidi, ordine Cipriniformi e classe
Osteitti.
Il triotto ha corpo relativamente slanciato e non molto compresso,
piuttosto tozzo, con il dorso abbastanza arcuato che culmina verso il
centro, dove sorge la pinna dorsale alta e sviluppata. La testa è piccola,
con il muso corto e arrotondato. La bocca, dal taglio minuscolo, è
leggermente rivolta in su, con il labbro superiore appena sporgente. Gli
occhi sono abbastanza sviluppati ed hanno l’ iride gialla. La pinna
caudale è sviluppata e incisa, con i margini appuntiti. Anche la pinna
anale è abbastanza lunga ed è inserita al termine di quella dorsale. Le
pinne ventrali e le pettorali hanno modesto sviluppo.
Rivestito da squame cicloidi abbastanza grandi e caduche, il corpo di
questo piccolo pesce ha tinta azzurro-grigia o bruno-verdastra, con vivaci
riflessi sul dorso, mentre i fianchi e il ventre sono argentei nei
soggetti giovani, ma con sfumature vagamente giallastre o rossastre negli
adulti. Questi sono anche caratterizzati da strisce longitudinali
grigio-brunastre, simili, ma meno marcate, a quelle del vairone. La pinna
dorsale presenta tinta verde-bruna, mentre le pinne inferiori sono
grigio-giallastre. Tutte le pinne sono talvolta lievemente rosate. La
pelle è ricca di ghiandole mucose che la rendono viscida.
Un pesce estremamente simile al triotto è la rovella (Rutilus rubilio,
Bonaparte 1841, o Rutilus rutilis, Linneo 1758) è una varietà di triotto
spesso confusa con il Leuciscus aula, cioè il vero triotto. Ma la rovella
ha un corpo un po’ più slanciato, meno tozzo, pinne rossastre e, nel
periodo riproduttivo, il corpo dei maschi si ricopre di infiorescenze.
Allo stesso modo, spesso anche il vairone viene confuso con il trotto,
benché il primo abbia un corpo più allungato ed uniforme del secondo.
Il triotto è pesce da fondo e mezz’ acqua, predilige acque poco correnti o
ferme, dal fondo melmoso raramente misto con sabbia o ghiaietta, purché
ricco di vegetazione sommersa intercalata da ampi spiazzi. E’ presente
anche presso le rive di fiumi, canali, piccole rogge, stagni o laghi. Si
trova sia in poche spanne d’ acqua, sia a profondità più elevate ma sempre
nel sottoriva, quasi sempre negli stessi ambienti delle scardole e dei
persici sole. L’asserzione che esiga acque limpide non corrisponde al vero
(mentre è corretta nei riguardi del vairone), perché il triotto si trova
anche in acque poco chiare o addirittura limacciose e con accertato tasso
di inquinamento. Ha dunque un ridotto bisogno d’ ossigeno. Quando è in
cerca di cibo scende sul fondo per penetrare con il suo muso tozzo tra le
erbe, ma sale anche a livelli superiori per catturare alimenti portati
dalla corrente o moscerini a galla. Vive solitamente in piccoli banchi
formati da esemplari di vario sviluppo e dimensione.
Pesce onnivoro e molto avido, il triotto si nutre di larve e insetti
acquatici, vermi, piccoli molluschi o crostacei, alghe, semi di cereali ed
ogni tipo di sostanze organiche.

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