IL GHIOZZO DI FIUME

Il nome scientifico del Ghiozzo di fiume o di Panizza è Gobius fluviatilis o G. panizzai, famiglia dei Gobidi, ordine Perciformi e classe Osteitti.

Come tutti i ghiozzi, anche quello di fiume ha un corpicciolo sgraziato, tozzo, dalla testa grossa e larga. La bocca è grande, orlata di spesse labbra e con gli occhi sporgenti, collocati molto in alto. Il corpo, che è rotondo anteriormente e si assottiglia verso la coda, è ornato da due pinne dorsali: la prima breve e arrotondata, la seconda più alta e lunga fino al peduncolo caudale; contrapposta a questa troviamo la pinna anale, di forma simile. La coda è abbastanza ampia e tondeggiante, mentre le pinne pettorali, molto sviluppate, sono a ventaglio. Le ventrali, in posizione toracica, sono contigue tra loro e formano una sorta di ventosa, con la quale il piccolo pesce aderisce al fondo e non viene trascinato via dalla corrente.
Quella dei ghiozzi è una delle famiglie dei pesci più difficile da organizzare in una classificazione. Il genere Gobius costituisce un vero e proprio tormento per gli ittiologi. A questo genere appartengono infatti numerose specie distribuite per lo più nelle acque marine, mentre poche altre vivono nelle acque dolci. Il ghiozzo di cui ci occupiamo in questo topic, cioè il ghizzo detto di “Panizza”, è il più diffuso in Italia. Ve ne sono poi altri che ci limitiamo a citare e che, essendo molto simili, sono difficilmente distinguibili: il ghiozzo dell’ Arno (Gobius ophiocephalus), dal corpo più snello; il ghiozzo Canestrini (Gobius canestrini), che ha sei fasce scure sul corpo e una macchia nera sulla prima dorsale; il ghiozzo nero (Gobius nigricans), caratterizzato dal colore quasi nero dei maschi; il ghiozzo padano (Padogobius martensi), probabilmente una varietà del ghiozzo di Panizza.
Il corpo del ghiozzo di fiume è ricoperto di squame un po’ vischiose e di modesta grandezza. La sua livrea è variabile, tendente al grigio giallastro o al verdognolo, ed è punteggiata da qualche macchietta scura sul dorso e sulle pinne oppure ricoperta da striature non ben delineate. Il ventre è biancastro.
Pesce tipicamente bentonico (ossia appartenente al bentos, la fauna che vive in stretto rapporto con i fondali), il ghiozzo vive presso le sponde tra le pietre cui aderisce con la ventosa pettorale. Preferisce le acque correnti di fiumi, torrenti, rogge, piccoli canali, ma vive anche in quelle ferme di laghi e stagni, dove il fondo non sia molto coperto di vegetazione e sia poco elevato. Agile e guizzante, il ghiozzo di fiume compie veloci e brevi spostamenti all’ inseguimento delle prede muovendosi in piccoli banchi con altri ghiozzi. Dopo il pasto resta ancorato su qualche pietra del fondo fino al completamento della digestione.
Il ghiozzo di fiume si riproduce in primavera. In questa stagione le femmine aderiscono fortemente ai sassi e depongono uova di grande dimensione, se paragonate al corpo del pesciolino. Queste uova finiscono poi sotto lo stesso sasso cui è ancorata la fattrice. La dimensione massima raggiunta da questo pesce al termine dello sviluppo non supera gli 8 cm.
Il ghiozzo di fiume si nutre principalmente di vermi, piccoli crostacei, larve di mosca carnaria, uova di pesce e altri microrganismi che trova tra i sassi dei fondali in cui vive.

user posted image

 

indietro