L' ALBORELLA

Il nome scientifico dell’ alborella è Alburnus alburnus alborella, della famiglia dei Ciprinidi, ordine Cipriniformi e classe Osteitti.

L’ alborella è un pesciolino dalla piccole dimensioni. Ha corpo slanciato e compresso lateralmente. La testa è medio-piccola, lievemente appuntita e con il muso rivolto in alto. La bocca è dotata di denti minuscoli; la mascella inferiore è leggermente prominente rispetto alla superiore. Gli occhi sono grandi. La pinna dorsale è inserita oltre la metà del corpo. Ancora più arretrata è la pinna anale. La coda, abbastanza sviluppata, è fortemente incisa. Raggiunge una lunghezza di 10-12 cm, ma vi sono esemplari più sviluppati che toccano i 15-18 cm. I record non superano comunque i 20 cm.
Il corpo dell’ agile alborella è rivestito di squame minute, quasi trasparenti e poco aderenti. Sul dorso i suoi colori tendono al grigio perlaceo con riflessi azzurri o verdi più o meno pronunciati. Lungo i fianchi corre una sottile striscia più scura, al di sotto della quale il grigio del dorso si fa più chiaro. Durante il periodo della riproduzione, le alborelle sessualmente più mature assumono colori più vivaci, con sfumature giallo-aranciate. I maschi, come si nota spesso tra i ciprinidi, si rivestono di escrescenze epiteliali a forma di bottone.
Le alborelle sono pesciolini vivaci che conducono quasi ovunque vita gregaria in banchi costituiti da moltissimi individui. A seconda della stagione e degli orari, questi banchi stazionano sia presso la superficie, sia verso il fondo: in estate frequentano i luoghi dove la corrente è più viva e l’ acqua è più fredda; in inverno preferiscono le profondità di acque riparate e meno fredde. In ogni caso rifuggono dalle acque turbinose, sporche o di basso livello. Infatti, l’ alborella tende ad avere sotto di se una certa profondità in cui cercare rifugio in caso di pericolo.
Quando, a tre anni ha raggiunto la maturità sessuale, l’ alborella inizia a riprodursi. Anche questa è un’ operazione condotta in banchi, stazionando in acque basse e con temperatura sui 15 °C. Ogni alborella femmina, depone esclusivamente di notte, dalle 100 alle 2000 uova che, subito fecondate dai maschi, si agglutinano alle piante e alla ghiaia del fondo. Il periodo della frega è tra giugno e agosto. L’ alborella può vivere fino a 5 o 6 anni.
A fianco dell’ Alburnus alburnus alborella, diffusa principalmente nelle acque dell’ Italia settentrionale, esiste anche un’ altra varietà di questo pesce il cui areale,, al contrario, è diffuso al sud. Si tratta dell’ Alburnus albidus vulturius, più piccola dell’ alborella settentrionale.
Dalle squame dell’ alborella, triturate e trattate con ammoniaca, si ottiene la cosiddetta “tintura d’ oriente”, un prodotto argenteo lucido che, introdotto in palline di vetro, fa assumere a queste l’ aspetto di perle. Maggior centro di produzione di queste perle artificiali è la zona del lago Balaton in Ungheria, le cui acque abbondano di una specie di alborella più robusta di quella diffusa nel nostro paese.
L’ alborella è onnivora. Gli avannotti si nutrono esclusivamente di plancton. Gli adulti non abbandonano il plancton, ma preferiscono anche piccoli molluschi, larve, insetti (soprattutto formiche alate) che catturano balzando fuori dall’ acqua, sostanze vegetali come le alghe o altri detriti vegetali.

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