LA SCARDOLA

Il nome scientifico della scardola è Scardinius erythrophthalmus, famiglia dei Ciprinidi, ordine Cipriniformi e classe Osteitti.

Il corpo della scardola è tozzo e la linea mediana dorsale è arcuata, per cui la sua forma risulta ovale. Le squame sono grandi, lucenti e circolari, e si differenziano nettamente le une dalle altre. La pinna dorsale, situata tra le ventrali e quella anale, è costituita da una dozzina di raggi, di cui i primi due o tre non sono divisi. La pinna caudale è di medie dimensioni ed è caratterizzata da un’ incisione centrale che la separa in due lobi. Sul dorso la scardola è verde-bruna, sui fianchi giallo-verde, mentre sul ventre è argentea. Sulle pinne si osservano sfumature rosse o aranciate; negli esemplari giovani la pinna caudale è decisamente rossa. Ha la bocca rivolta obliquamente verso l’ alto, con labbra prive di barbigli. La testa è piuttosto piccola; gli occhi sono grandi e di colore rosso, caratteristica da cui deriva il nome scientifico, nonché gran parte di quelli dialettali italiani e di quelli stranieri. Raramente supera i 20 cm di lunghezza e solo verso i 10 anni di età raggiunge il peso di 200-400g. Capita, ma solo raramente, di pescare scardole da record, lunghe fino a 40 cm e del peso di circa un chilogrammo.
Il suo aspetto può modificarsi notevolmente a seconda dell’ ambiente in cui vive. Per tale motivo durante l’ 800 molti studiosi hanno notato sottospecie o persino nuove specie di scardole, le cui caratteristiche in realtà erano dovute principalmente all’ ambiente.
La maturità sessuale della scardola viene raggiunta al secondo anno di età. Il periodo della riproduzione ha inizio verso aprile e continua fino a giugno, se l’ acqua è particolarmente fredda. La scardola depone le uova agglutinate su nastri di colore rosso cupo e in qualche centinaio di migliaia di unità, dopo di che le mette al riparo tra la vegetazione, i sassi o le sporgenze delle rive. I maschi le inseminano e dopo 10-15 giorni le uova si schiudono. Una volta schiuse le uova, gli avannotti, lunghi 4 mm, restano attaccati alle piante sino a quando non hanno consumato il sacco vitellino. Dopo di che si spostano verso la riva, ma durante il tragitto i pesci carnivori ne divorano una quantità enorme.
La scardola adulta è un pesce onnivoro. La sua alimentazione è infatti costituita da larve, insetti, piccoli crostacei e da detriti vegetali, uova di altri pesci, erbe e foglie acquatiche. D’ estate viene spesso a galla per catturare gli insetti alati che volano sul pelo dell’ acqua.

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