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IL PIGO
Il nome scientifico del pigo è
Leuciscus pigus, famiglia dei Ciprinidi, ordine Cipriniformi e classe
Osteitti.
Per la sua sagoma, il pigo può ricordare il più diffuso triotto, ma da
questo differisce per altri elementi come la livrea e le dimensioni. Il
corpo ha dorso alto con squame arrotondate ed è reso viscoso dal muco
prodotto da numerose ghiandole. La testa del pigo è piccola, con occhio
grande e muso appuntito, dal taglio rivolto all’ insù. E’ privo di denti,
sostituiti, come negli altri ciprinidi, da placche faringee.
La pinna dorsale del pigo è abbastanza elevata ed è disposta a metà
schiena, contrapposta allo stesso punto di inserzione di quelle ventrali.
Nel punto in cui termina la pinna dorsale inizia quella anale,
particolarmente lunga. Le pinne pettorali sono disposte sotto la linea
laterale. La coda è ampia e bene incisa.
Il periodo della riproduzione del pigo corrisponde al mese di giugno, ma a
volte si riproduce anche prima, se le condizioni meteorologiche sono
favorevoli. All’ approssimarsi dell’ evento, il pigo risale dalle
profondità dei fiumi e dei laghi e si riunisce in branchi numerosi. A
questo punto inizia una lunga migrazione che lo porta in zone dove più
ricca è la vegetazione. La deposizione e la fecondazione delle uova
avvengono per gradi, lungo l’ arco di alcuni giorni, durante i quali la
femmina depone circa 100.000 uova.
Il pigo è un pesce dall’ indole gregaria. Quando un esemplare trova un
luogo in cui abbonda il cibo, subito tutto il branco lo segue. Questa è
una caratteristica di cui deve tener conto il pescatore, il quale, se ha
catturato la sua prima preda con cautela ed evitando i rumori di cui il
pigo è sensibile, potrà facilmente arricchire il suo bottino.
Il pigo raggiunge al massimo 50 cm di lunghezza, ma più frequentemente si
pescano esemplari compresi tra i 30 e i 40 cm. Anche per il peso, che si
aggira solitamente dai 500 g al chilo e mezzo, vi possono essere
eccezioni: alcuni esemplari arrivano fino ai 3 kg.
I colori della livrea differenziano il pigo dal cavedano e dalla scardola,
con i quali talvolta viene confuso a causa del ventre argenteo. In realtà,
il pigo ha tinte meno argentate. Il suo dorso è infatti grigio-verdastro e
sfuma sui fianchi in un colore giallastro-bronzeo con riflessi dorati. Le
pinne grigiastre sfumano nel rosa aranciato, con l’ orlo tutto nero.
La comparsa di escrescenze sul corpo durante il periodo della frega è una
caratteristica comune a tutti i ciprinidi. Ma nel pigo assume un carattere
più pronunciato.
Nel periodo della riproduzione, il pigo, si dice, “fiorisce”. Nella tarda
primavera e all’ inizio dell’ estate capita spesso, infatti, di pescare
esemplari maschi di questo pesce i cui corpi, specialmente sul capo, sono
ricoperti di escrescenze cornee a forma di bottoni o di piccole spine.
Questi bottoni sono fatti di tessuto epiteliale e si riscontrano anche in
altre specie, come savette e lasche.
Il pigo è un pesce onnivoro, ma le sue preferenze vanno a cibo e bocconi
di piccole dimensioni. Il suo ciclo di alimentazione è legato a quello
stagionale: in primavera e in autunno si ciba di larve di mosca carnaria,
portasassi, gamberetti e ogni genere di insetti acquatici o vermi; in
estate le sue preferenze vanno alle sostanze vegetali: semi, germogli d’
alga, muschio e muffe che crescono su murate e manufatti sommersi, erbe
varie. In inverno, quando si rifugia nelle profondità dei corsi d’ acqua,
il pigo si nutre di larve, piccoli crostacei e vermi.

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