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IL PERSICO SOLE
Il nome scientifico del persico sole è
lepomis gibbosus, famiglia Centrarchidi, ordine Perciformi e classe
Osteitti.
Ha corpo caratteristico molto alto e arrotondato, compresso ai lati, con
il peduncolo caudale molto ristretto. Il piccolo muso è ottuso e la bocca,
di media grandezza, rivolta lievemente verso l’ alto; gli occhi sono
grandi. Squame quasi lisce rivestono il corpo che sul dorso ha una sola e
lunga pinna costituita da due parti ben distinte: la prima è sorretta da
raggi duri e spinosi, la seconda è più alta, arrotondata ed elegante,
sorretta da raggi molli. La pinna caudale è grande, con bordi arrotondati
ed è bene incisa; anche la pinna anale è grande ed ha i primi tre raggi
spinosi; piccole sono invece le pinne ventrali e pettorali. Ha carni sode
ma liscosissime e, per cucinarlo se ne ricavano filetti.
Mediamente, il persico sole raggiunge i 20 cm di lunghezza. Se si presta
attenzione, si noteranno persici sole più piccoli che si trovano in corsi
d’ acqua densamente popolati. Infatti, proprio nei punti in cui è più alto
il numero di questi pesci, si verificano dei fenomeni di nanismo molto
marcati.
La livrea del persico sole è tra le più belle di quelle dei pesci che
popolano le nostre acque. La tinta di fondo è verde-bronzea con riflessi
metallici e striature azzurre sui fianchi; parzialmente giallo-rossastra
sulle parti inferiori e sull’ anale. Picchiettature scure appaiono sulla
parte dorsale e sulla caudale. Sopra l’ opercolo c’è una macchia arancione
nei maschi, rosso scura e nera, nelle femmine.
Molto prolifico, il persico sole si riproduce tra aprile e giugno su bassi
fondali sabbiosi e in acque tiepide, in cui i maschi scavano un nido
rotondo, di circa 20 cm di diametro. Per scavare si servono della coda,
dopo aver liberato lo spiazzo da erbe e detriti. In questo nido, le
femmine depongono fino a 70.000 uova che la coppia controlla fino alla
loro schiusa e al completo sviluppo degli avannotti, che, una volta
sviluppati, vengono allontanati a colpi di coda dagli adulti.
I primi esemplari di persico sole furono introdotti dall’ America nord
occidentale in Europa, sul finire dell’ 800 e in Italia ai primi del 900.
Fu immesso per la prima volta nel lago di Varano, dopodiché si è diffuso
rapidamente in tutte le regioni dell’ Italia settentrionale e centrale.
Subito acclimatatosi, il persico sole è divenuto un pesce infestante a
causa delle stragi che compie tra le uova di altri pesci. Onnivoro e
vorace, si adatta anche ad acque scadenti, purché ossigenate. Lo si trova
in gruppi numerosi nei fiumi, nelle roggette, nelle cave e nei laghi, ad
ogni profondità.
Il persico sole mangia di tutto, prediligendo però animaletti vivi: larve,
lombrichi, insetti e uova di pesci.

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