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IL BLACK BASS
Il Persico Trota, conosciuto anche come
boccalone o black bass: nome scientifico Micropterus salmoides, famiglia
dei Centrarchidi, ordine Perciformi e classe Osteitti.
Come tutti i Perciformi, il black bass ha caratteristiche morfologiche
che, fra l’ altro, lo avvicinano al suo stretto parente, il persico sole
(noto più comunemente con il nome di “gobbetto”).
Il suo corpo ha una linea ovale molto alta e piuttosto tozza e massiccia,
dalla forma un po’ allungata e compressa lateralmente, che ne denota la
considerevole robustezza.
Anche la testa è grande ed è lunga circa un terzo del corpo, con una bocca
ampia e dal taglio obliquo verso l’ alto, ornata di spesse labbra e armata
di denti fitti disposti sul mascellare, sul vomere e sul palato. Gli occhi
grandi e vivaci, ricordano quelli del persico sole.
Squame piccole e lisce ricoprono il corpo del black bass, la cui tinta
predominante è il verde, più chiaro sui fianchi e con riflessi argentei
sul ventre. Macchie nerastre appaiono sopra gli opercoli (più evidenti nei
maschi) e lateralmente lungo il corpo. Una banda longitudinale costituita
da macchie scure contrassegna i fianchi dei più giovani e gradatamente
tende a scomparire con l’ età, mentre due brevi strisce scure segnano le
guance.
La pinna dorsale è divisa in due parti contigue: la prima è bassa e breve,
sorretta da 9-10 raggi spinosi; la seconda, posteriore, è ampia,
arrotondata e sorretta da raggi cornei molli. Quella caudale, è ampia,
robusta, appena incisa e con i margini arrotondati. La pinna anale è
contrapposta alla seconda dorsale, ma è più piccola e ha i primi tre raggi
spinosi. Pettorali e ventrali, hanno sviluppo normale.
Il black bass, è anche chiamato “boccalone” per la smisurata bocca (tipica
da pesce predatore), la cui apertura, spalancata al completo, ha quasi il
diametro della massima sezione del corpo e consente così al pesce di
ghermire anche grosse prede. Le due mascelle sono congiunte alle labbra da
una fragile membrana (come nel persico) che ne rende precario l’ aggancio
con l’ amo. Quella inferiore, più robusta e prominente della superiore, e
la gola enorme e possente conferiscono al black bass un aspetto minaccioso
e feroce.
Il black bass, è originario di fiumi e grandi laghi degli Stati Uniti e
del Canada, dov’è tuttora molto diffuso. In quei paesi costituisce il
simbolo della pesca sportiva in acque dolci, tanto da essere considerato
“pesce nazionale” negli Stati Uniti, dove esistono moltissimi club e
riviste dedicati esclusivamente al bass e alle sue tecniche di pesca.
In Europa il black bass venne importato a titolo sperimentale nel 1890,
precisamente in Francia. Il black bass si acclimatò perfettamente nelle
acque francesi, tanto che altri paesi se ne interessarono, tra cui anche
l’ Italia.
Nel nostro paese i primi soggetti furono immessi nel piccolo lago di
Comabbio (in provincia di Varese) nel 1898. Si scoprì che il black bass
poteva benissimo vivere e anche proliferare nelle nostre acque e, dapprima
spontaneamente e poi artificialmente attraverso ripetuti ripopolamenti
tutt’ ora in corso, questo pesce, si diffuse rapidamente nei fiumi e nei
laghi delle colline e delle pianure.
Da giovane il black bass, ha abitudini gregarie, e si nutre di vermi,
larve, molluschi, crostacei, avannotti, insetti; a mano a mano che cresce,
si isola e diventa solitario e carnivoro: aggredisce pesciolini e pesci
più grossi (compresi i propri simili e pungenti gobbetti), rane, bisce d’
acqua, piccoli mammiferi, grossi insetti e, in certi casi, anche i
lombrichi.

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