L' ANGUILLA

Il nome scientifico é identico al suo nome comune: anguilla. Appartiene alla famiglia degli Anguillidi, ordine Anguilliformi e classe Osteitti.

Ha l’ aspetto di una biscia (e taluni credono ancora che lo sia, soprattutto quando la vedono strisciare sui prati). Il suo stesso nome deriva dal latino e significa “piccolo serpente”. Ma l’ anguilla è comunque un pesce. Il suo corpo è allungato e cilindrico, con la parte caudale che, a partire dall’ apertura anale, è compressa lateralmente. La testa conica è piccola, con la bocca molto ampia e la mascella inferiore che sopravanza di poco quella superiore. Entrambe le mascelle sono armate di denti robusti. Gli occhi sono piccoli e rotondi e sul muso un po’ allungato si aprono quattro narici. Le aperture branchiali sono modeste e abbastanza arretrate. Subito dietro questi opercoli si trovano le pinne pettorali. La pinna dorsale, molle e di altezza uniforme, parte poco dietro alla testa e copre tutto il tronco, fasciando la coda e proseguendo al di sotto, fino all’ apertura anale. I maschi delle anguille raggiungono i 50 cm di lunghezza, le femmine superano il metro di lunghezza e i cinque chilogrammi di peso.
L’ anguilla è un pesce lucifugo, ossia rifugge dalla luce violenta, sia naturale che artificiale. Durante il giorno se ne sta rintanata dentro anfratti, pertugi, tane di varia natura, sotto ammassi di pietre, primate, murate, presso relitti, nella vegetazione più fitta o nel fango del fondale. Solo al crepuscolo abbandona i suoi nascondigli per andare a caccia. Resta attiva tutta la notte e solo all’ alba torna a celarsi. Se però le acque sono intorpidite da pioggia o da sommovimenti del fondale (ma non da fenomeni dovuti all’ inquinamento), l’ anguilla resta in attività anche nelle ore diurne.
Quando le acque in cui vive sono colpite dall’ inquinamento o calano di livello, l’ anguilla le abbandona immediatamente e, strisciando nottetempo sui prati umidi di rugiada, raggiunge, guidata dal suo istinto infallibile, altri corsi d’ acqua.
L’ anguilla è ricoperta da una pelle robusta, ricca di ghiandole che secernono un caratteristico muco biancastro che la rende particolarmente viscida. Tutta la superficie del corpo è ricoperta da piccole scaglie ovali che però appaiono solo negli individui che hanno superato il quarto o quinto anno. La sua livrea è molto variabile e dipende dall’ ambiente e dall’ età. In generale, la parte superiore è nerastra, grigio-verdastra o marrone cupo. Sotto la linea laterale è bianco-giallastra. Una volta raggiunta la maturità sessuale, l’ anguilla assume la così detta “livrea di migrazione”, mutando oltre che di aspetto, anche di abitudini. Il suo dorso diventa nero, i fianchi e la spina dorsale si fanno bronzati con sfumature purpuree. Il ventre assume colore argentato. In questa fase le anguille sono chiamate “argentine” o “capitoni”, nome quest’ ultimo con il quale sono normalmente commercializzate.
L’ anguilla è un pesce ”eurialino”: significa che può vivere tanto in acque dolci, quanto salmastre o marine. Appartiene ad una specie “catadroma”, cioè ad una specie che vive e si sviluppa in acque dolci, ma che per riprodursi si dirige verso il mare.
Come trote, lucci, tonni e sardine, l’ anguilla è un “teleosteo”, ossia un pesce dotato di scheletro osseo e opercoli branchiali.
L’ anguilla è un pesce molto vorace. La sua alimentazione è essenzialmente carnivora e comprende avannotti, uova di pesce, girini, larve e grossi insetti, vermi di terra o di mare, crostacei, lumachine. Attacca con avidità anche i pezzi di carne in decomposizione o altri resti carnei.

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L’ Anguilla “rostrata”, diffusa nel nord America, è un’ altra specie che differisce di poco esteriormente e conserva le stesse abitudini. In Europa esistono anguille che hanno diverse caratteristiche fisiche: l’ anguilla dal becco largo (con testa più corta); l’ anguilla dal becco lungo (con muso allungato e occhi posti più lateralmente); l’ anguilla a becco piatto (con muso e mascelle appiattite e occhi piccolissimi).

A. rostrata

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