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IL PERSICO REALE
Persico reale: il nome scientifico è
Perca fluviatilis, famiglia dei Percidi, ordine Perciformi e classe
Osteitti.
Il persico reale ha corpo ovale, piuttosto compresso ai lati, ma
caratterizzato da una gibbosità dietro alla testa, che si accentua negli
individui più vecchi. Caratteristica è la bocca molto larga, con labbra
membranose, che continuano sui lati della testa; le labbra sono
fragilissime: se vengono lacerate da un amo molto sottile, permettono al
persico allamato di riguadagnare la libertà. I denti sono piccoli e non
dannosi per la lenza. Il suo corpo è rivestito di squame rugose e
dentellate così radicate nella pelle che già alcune ore dopo la cattura è
difficile eliminarle. Il dorso è bruno-verdastro o bruno-grigiastro, i
fianchi sfumano nel bianco tendente al grigio e il ventre è biancastro.
Caratteristiche inconfondibili sono le strisce o bande verticali nerastre
disposte verticalmente sui fianchi in numero da 5 a 9. Le pinne pettorali,
ventrali e quella anale sono rosso-arancio.
Tutti i pesci sono piuttosto curiosi, ma il persico reale sembra esserlo
più degli altri. Si lascia spesso attrarre da tutto ciò che luccica o
biancheggia in acqua, specie se è in movimento; un frammento di specchio o
un pezzetto di stagnola sono per lui irresistibili. Arriva persino a
toccare con il muso gli stivali di un pescatore immerso in acque basse.
Basta che dal fondo si alzi una nuvoletta di sabbia, perché il persico
reale accorra subito.
Sul dorso, il persico reale porta due pinne , la prima delle quali è
sorretta da raggi duri spinosi; altri raggi spinosi si trovano all’ inizio
della seconda pinna (tutti gli altri sono molli) e all’ inizio della pinna
anale. Punti spinosi costellano gli opercoli branchiali. Tutte queste
temibili spine sono un’ arma di difesa, dolorosa per chi si imbatte in
esse.
Particolarmente lento è il processo di crescita degli avannotti i quali,
dopo il riassorbimento del sacco vitellino, restano uniti in fitti gruppi
presso vegetali e ostacoli per ripararsi dagli attacchi degli altri pesci
(tra cui gli stessi persici). A due anni sono lunghi 7,5 cm; a quattro
toccano i 13, ma occorrono ben sette anni per raggiungere i 20 cm. La
taglia media si aggira tra i 20-30 cm, con un peso di 200-250 g. Gli
esemplari maggiori possono arrivare a 50 cm e sfiorare i 2 kg di peso.
A primavera inoltrata, la femmina del persico reale depone nastri
gelatinosi lunghi fino a 2 o 3 metri sui quali sono attaccate numerose
piccole uova. Una volta inseminati dai maschi, i nastri vengono
abbandonati a se stessi, facile preda di altri pesci, tanto che, a un anno
dalla schiusa, su 5000 uova sopravvive in media un solo pesce. La schiusa
avviene tra gli 8 e i 18 giorni dopo che le uova sono state deposte.
Nell’ alimentazione del persico reale abbiamo: larve e ninfe di ogni tipo,
bigattini, portasassi, e quando il persico accresce le sue dimensioni,
anche lumachine, gamberetti, vermi, avannotti.
Le sue tattiche d’ attacco alle prede, sono molteplici. A volte è immobile
e indifferente ad esche appetitose, altre volte è invece aggressivo: il
persico reale non conosce vie di mezzo. I persici a caccia si portano in
gruppo sotto un branco di avannotti ignari del pericolo. Improvvisamente
uno scatta su un pesciolino e lo inghiotte. Gli altri cercano di salvarsi
fuggendo, ma pochi riescono a trovare scampo.

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