LO SCAZZONE

 

Il nome scientifico dello scazzone è Cottus gobio, famiglia dei Cottidi, ordine Scorpeniformi e classe Osteitti.

 

Molti confondono lo scazzone con una piccola bottatrice, altri lo ritengono invece uno stretto parente del ghiozzo. In effetti la somiglianza con quei due pesci (ma soprattutto con la bottatrice) è tanta. Lo scazzone ha corpo conico-cilindrico che si va assottigliando verso la coda. La grossa testa è spinosa, larga e depressa, più voluminosa nei soggetti maschi. Il muso è breve con un' ampia bocca orlata di spesse labbra. Gli occhi sono ravvicinati e posti in alto, come sempre nei pesci di fondo. Sul dorso spiccano due pinne contigue, con la prima breve e spinosa. La pinna caudale ha il margine un po' arrotondato, modeste l' anale e le ventrali. le pinne pettorali sono invece molto ampie e si aprano a ventaglio, permettendo al pesce di aderire saldamente al fondo anche in acque molto veloci.

Privo di squame, lo scazzone ha la pelle nuda assai viscida e dalla colorazione che varia a seconda dell' habitat: generalmente è bruno-grigiastra o marrone-verdastra sul dorso, con macchioline scure sparse anche sui fianchi e sulle pinne. Il ventre è biancastro.

Pesce carnivoro e sedentario, ma rapido nell' agguato e nello scatto, lo scazzone preferisce le acque pulite e limpide, poco profonde, con fondo ghiaioso e ciottoloso. Ma lo si trova anche in presenza dei fondali limacciosi di laghi, fiumi,  torrenti, ruscelli e piccole rogge. Vive fino a 2000 metri di altitudine, tanto nelle acque da trote (di cui costituisce preda), quanto da ciprinidi. Scelta una posizione, sotto qualche sasso o in qualche anfratto dove di solito resta immobile durante il giorno, difficilmente se ne distacca. Lo scazzone è più attivo di notte, quando esce dal suo nascondiglio in cerca di prede, che, una volta catturate, trascina nella sua tana. A volte resta immobile sul fondo con le sue grandi pinne pettorali spiegate e aderenti, specialmente dove la corrente è sensibile.

In primavera i maschi scavano una buca sul fondo dove sospingono le femmine gravide. Ogni fattrice depone fino a 700 uova in un grappolo che si attacca alla superficie inferiore di una grossa pietra. Per 4 o 5 settimane il maschio resta a guardia delle uova, scagliandosi rabbiosamente contro eventuali intrusi, fino alla schiusa. Gli avannotti provvedono da subito da soli al proprio sostentamento. A sviluppo completo, gli scazzoni sono lunghi in media 12 cm.

Lo scazzone è diffuso in quasi tutte le acque interne d' Europa centro- settentrionale. In Italia è presente nei corsi d' acqua e nei bacini della Liguria, dei due versanti del Po e nei fiumi appenninici.

Come abbiamo già detto, lo scazzone è carnivoro: si nutre di larve di insetti, uova di pesci e avannotti.

 

 

 

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