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LA CHEPPIA
Cheppia o Alosa: il nome scientifico è Alosa fallax, famiglia dei Clupeidi, ordine Clupeiformi e classe Osteitti.
Progenitrice degli agoni lacustri, la cheppia assomiglia molto a questi pesci. Ha una forma idrodinamica che ne fa un pinnuto forte nuotatore anche nelle correnti veloci e profonde. Il corpo, molto compresso, è alto e slanciato. La testa è massiccia e forte, con un' ampia bocca armata di piccoli denti caduchi e con una netta intaccatura sulla mascella superiore. Gli occhi, di dimensioni inferiori alla media, hanno la palpebra adiposa. Tipici della cheppia sono gli opercoli branchiali, dotati di numerose branchiospine lunghe. Breve e alta la pinna dorsale, prossima al capo. Nettamente incisa e appuntita è la caudale, di medio sviluppo. Bassa la pinna anale molto arretrata. Modeste le ventrali e le pettorali. Il corpo, rivestito di squame grandi ma caduche, è blu-verdastro con riflessi metallici nelle parti superiori, mentre nelle parti laterali e inferiori è argenteo con riflessi rosati e talvolta dorati. Nella parte alta, subito dietro le branchie, spicca una grande macchia nera circolare che, negli esemplari più grandi, può essere seguita da altre macchioline allineate, più piccole e poco appariscenti, di solito in numero di 7-8. Manca la linea laterale. Il comportamento della cheppia nelle acque dolci è direttamente rapportato al periodo della riproduzione. Generalmente le cheppie vivono in mare aperto, isolate e a profondità di 200-300 metri, ma all' inizio della primavera si radunano in immensi banchi e si fermano nelle acque salmastre oppure si spingono, risalendo le foci, nei fiumi che risalgono per lunghissimo tratto. La comparsa dei banchi nei fiumi dipende dalla temperatura dell' acqua che deve aggirarsi sui 18-20 °C. A volte questi pesci risalgono affluenti fin quando uno sbarramento invalicabile ne impedisce la marcia. Sembra accertato che durante la risalita le cheppie non assumono cibo, ma in molti casi si sono pescate alose nel cui apparato digerente sono stati rinvenuti resti di vermi e avannotti. Probabilmente si tratti di quegli esemplari che, dopo la riproduzione, si trattengono ancora per qualche tempo nelle acque dolci. Nella loro corsa verso i monti, i banchi di cheppie viaggiano ai lati della corrente principale e veloce, laddove le acque sono molto profonde. Spesso però, affrontano anche le forti correnti, compiendo spesso salti fuor d' acqua e provocando rumori caratteristici. Le cheppie cercano sempre fondali elevati, sabbiosi o ghiaiosi, relativamente tranquilli. Alla fine di luglio le grandi alose ritornano al mare, mentre le altre restano nelle acque dolci anche fino a settembre. Tra aprile e giugno con temperature dell' acqua superiori ai 20 °C, i banchi di cheppie si portano sui fondali sabbiosi e ghiaiosi, soprattutto sotto gli sbarramenti che impediscono loro di raggiungere luoghi migliori. Qui le femmine depongono sul fondo da 100 a 200 mila uova di 2 mm di diametro. Dopo circa una settimana nascono avannotti che conducono vita di fondo, nutrendosi di zooplancoton, e più tardi, di piccoli crostacei e vermetti. Quando è il momento di andare al mare, le piccole cheppie hanno ormai raggiunto i 15 cm di lunghezza. Da adulte, le grandi alose possono raggiungere gli 80 cm di lunghezza e i 4 kg di peso. Le cheppie, più piccole e più numerose nelle nostre acque, toccano i 60 cm e oltre 1 kg di peso. In Italia, le cheppie risalgono il Po e i suoi maggiori affluenti e qualche grosso canale, spingendosi poco oltre la confluenza del Ticino e nei tributari emiliano-romagnoli. Risalgono pure molti grossi fiumi veneti e friulani. In Toscana si trovano nel Magra, nel Serchio, nell' Arno e nell' Ombrone. Inoltre, sono state pescate anche nel Tevere, nel Volturno e in alcuni fiumi della Sicilia e della Sardegna. In mare, le cheppie si cibano soprattutto di piccoli crostacei, avannotti e vermi marini. Come abbiamo già detto, sembra che in acque dolci non si cibino.
Altre due specie di alose sono: la grande alosa (Alosa alosa), che è diffusa nel mediterraneo occidentale e lungo le coste atlantiche europee fino a quasi al Mare del Nord e l' Alosa fallax nitolica presente in adriatico e parente stretta dell' Alosa fallax (comune).
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