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IL CAGNETTO
Chiamato anche Blennio, il nome scientifico del Cagnetto è Blennius fluviatilis, famiglia dei Blennidi, ordine Perciformi e classe Osteitti. Il suo nome blennio deriva dal latino blennius, a sua volta derivante dal greco blenna che significa "bava vischiosa".
Unico rappresentante nelle acque dolci dei Blennidi, famiglia a cui appartengono le bavose di mare alle quali somiglia moltissimo, il cagnetto ha corpo allungato e fusiforme, poco compresso, con una caratteristica testa grossa e tozza. Il muso è breve, dall' ampia bocca armata di fitti dentini. Il labbro superiore è protrattile. Sul dorso corre una lunga pinna che parte da subito dietro il capo e arriva fin verso la coda, la quale è arrotondata a ventaglio. La pinna anale è anch' essa lunga: dalla coda giunge infatti a metà corpo. Sviluppate le pettorali, mentre le ventrali, modeste e strette, sono collocate innanzi alle prime, sotto l' ampia apertura branchiale. Sulla testa sorge una sorta di appendice frangiata, simile ad una crestina. Gli occhi sono grandi, vicino l' uno all' altro, e posti anteriormente. Priva di squame, la pelle del cagnetto ha una tinta che gli permette di mimetizzarsi coi fondali in cui vive: marrone o bruno-verdastro sul dorso, più chiara sui fianchi, bianco-giallastra sul ventre. Macchiette scure non uniformi ricoprono dorso e fianchi, qualcuna si trova anche sull' addome e sulle pinne. Sul capo spiccano due fasce brune oblique. Il cagnetto popola laghi e fiumi dalle acque pure e fresche, con fondo ricoperto di grossa ghiaia e sassi, sotto i quali si nasconde non lontano dalla riva. Cacciatore instancabile, il cagnetto è sempre in agguato tra il pietrame e talvolta lo si può scorgere fermo su un grosso sasso, pronto a compiere scatti veloci per ghermire qualche preda. Si muove poggiando le pinne pelviche a guisa di zampette, ma è un nuotatore rapido se deve fuggire. Diffuso nell' Europa sud-occidentale, il cagnetto è poco presente nelle acque italiane. Fino a qualche decennio fa sembrava quasi esclusivo o almeno più abbondante, solo nel lago di Garda. Ora è presente nel lago Maggiore, in quello di Ledro e in pochi altri del centro, nel Po e qualche suo affluente, l' Arno, il Tevere, grossi affluenti adriatici e taluni bacini siculi e sardi. Fra aprile e giugno le femmine del cagnetto, dopo aver scavato una sorta di nido sulla rena del fondo al riparo di grosse pietre, vi depongono molte uova. Il maschio le sorveglia fino alla schiusa, che ha luogo dopo una dozzina di giorni. A sviluppo completo questi pesci misurano dai 10 ai 14 cm. Pesce molto vorace, il cagnetto è sempre in cerca di larve, vermi, molluschi e crostacei.
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