IL LUCCIO

Il nome scientifico è Esox Lucius, famiglia degli Esocidi, ordine Clupeiformi e classe Osteitti.

Il luccio ha una sagoma inconfondibile. La forma del corpo è allungata e compressa lateralmente con muso slanciato e a forma di becco. La bocca è molto ampia, munita di circa 700 denti robusti e di varie dimensioni, distribuiti sulla mandibola , sulla mascella superiore, sul vomere e sulla lingua. Gli occhi, non grandi, sono collocati un po' in alto, in una posizione che consente al pesce di vedere in ogni direzione. La pinna dorsale è posta molto all'indietro, quasi all'altezza di quella anale che è ben sviluppata, mentre le pinne pettorali e ventrali sono piccole.
Sviluppata e potente la pinna caudale , lievemente biloca. Le scaglie piccole sul corpo , sono piccolissime sul capo.
Il luccio ha predisposizioni mimetiche molto elevate , per cui il colore della livrea è estremamente variabile a seconda dell'ambiente in cui vive e dell'età. Il dorso è verde-bruno scuro e il corpo olivastro con macchie e variegature bianche argentee dai riflessi giallognoli. Il capo presente delle fasce scure, le pinne riflessi rossastri con macchie irregolari nere.
Il periodo riproduttivo è compreso tra la fine del mese di febbraio e il mese di maggio. La femmina depone circa 20.000 uova per kg di peso in acque basse e in presenza di densa vegetazione. Le uova aderiscono alla piante acquatiche e si schiudono dopo 2-3 settimane. Dopo la schiusa, gli avanotti rimangono ancorati alcuni giorni alla vegetazione per mezzo di papille adesive fino al completo riassorbimento del sacco vitellino. Le dimensioni massime del luccio superano il metro di lunghezza e un peso che a volte può superare i 20 kg...
Il pesce predilige gli ambienti ricchi di vegetazione acquatica e placton, dove abbondano specie di piccole e medie dimensioni, sue prede abituali. Conduce vita solitaria popolando le acque ferme dei laghi, delle lanche, e degli stagni, dove si dedica costantemente alla sua attività predatoria rivolta principalmente ai ciprinidi, alle rane, ai roditori e perfino a piccoli uccelli acquatici. In periodo di penurie di prede, attacca anche i suoi simili.
E' un cacciatore abilissimo che non ama compiere lunghi inseguimenti alle prede, ma effettuare agguati fulminei.
E’ considerato il più insaziabile predatore d’ acqua dolce, potendo mangiare in un giorno prede pari al 30% del suo peso corporeo, ma la sua digestione è molto lenta: può impiegare tre giorni per digerire un pesce di soli 3 etti.
Sull’ alimentazione si deve aggiungere che è capitato che il luccio abbia attaccato anche animali all’ abbeverata.

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