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IL NONO
Il nome scientifico del nono è
Cyprinodonton fasciatus, famiglia dei Ciprinodontidi, ordine
Ciprinodontiformi e classe Osteitti.
Il nono che è il pesce più piccolo presente nelle acque dolci e salmastre
italiane, ha corpo un po’ tozzo e lievemente compresso, col dorso
tondeggiante. La testa è ben proporzionata. Ha la bocca protrattile
piccola e obliqua, rivolta in su; l’ occhio, piuttosto grande, si trova in
alto. Ha una sola pinna dorsale, un po’ alta e collocata molto indietro,
alla quale è contrapposta l’ anale di poco più piccola. La pinna caudale è
arrotondata, sviluppate le pettorali e modeste le ventrali.
La livrea del piccolo nono cambia a seconda del sesso. Squame punteggiate
di nero rivestono tutto il corpo, che normalmente nei maschi è verde oliva
scuro sul dorso, con parti laterali e ventrali argentei e contrassegnato
sui fianchi da fasce larghe di color bruno in numero da 8 a 15. All’ epoca
della riproduzione, tali fasce si fanno azzurre e la livrea di fondo
diventa dorata e brillante. La femmina è sempre grigio-verde superiormente
e giallo pallido con riflessi argentei nelle parti laterali. Anch’ essa è
caratterizzata da fasce scure. Le pinne sono giallo-rossastre e la coda ha
una fascia trasversale grigio scura.
Pesce eurialino, ossia in grado di poter vivere sia in acque dolci, sia
salmastre anche molto salate, il nono si raggruppa in banchi numerosi con
individui in prevalenza di sesso femminile, preferendo le acque salmastre
delle lagune e di certi piccoli laghi costieri o interni del Meridione e
delle isole o quelle dolci di fiumi e canali nei punti in cui tali acque
si congiungono, o sfociano al mare. Spesso il nono risale i fiumi fino a
notevole distanza. Ama le acque molto basse con folta vegetazione, entro
la quale trova il suo nutrimento. Il nono sopporta grandi variazioni non
solo di salinità, ma anche di temperatura. Si riproduce in primavera
deponendo molte uova tra le erbe acquatiche del fondo. La dimensione
massima raggiunta dal maschio è di 5 cm e della femmina di 10 cm.
Prima dell’introduzione nelle nostre acque della gambusia, utilizzata ai
fini della lotta antimalarica nelle lagune, negli stagni e negli
acquitrini (soprattutto quelli dell’ Agro Romano, della Sardegna e del
ferrarese e intorno alla foce del Po), il nono era considerato un pesce
utilissimo. E’ infatti un nemico della zanzara anofele, portatrice della
malaria, della quale divora le larve e le uova in grandi quantità. Ma il
nono era utilizzato un tempo nelle campagne anche per concimare il
terreno, mentre oggi, per la sua resistenza all’ inquinamento, è
utilizzato dai ricercatori scientifici, biologici ed ecologici. Inoltre,
la sua bella livrea dagli splendidi colori lo rende particolarmente
ricercato tra gli acquariofili.
Il nono, con altre specie o varietà affini come gambusie e spinarelli, è
diffuso in tutte le acque dolci o salmastre dei Paesi che si affacciano
sul Mediterraneo. In Italia è abbastanza frequente nelle lagune venete e
nelle valli del Comacchio, nel Po e negli altri fiumi del versante
adriatico, escluso però l’ Adige. E’ presente in alcuni fiumi del
meridione e in certi bacini della Sicilia e della Sardegna.
Si ciba prevalentemente di larve di zanzara, di uova di altri pesci, di
animaletti planctonici e di alghe.

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