LO SPINARELLO

Il nome scientifico dello spinarello è Gasterosteus aculeatus, famiglia dei Gasterosteidi, ordine Gasterosteiformi e classe Osteitti.

Ha il corpo allungato e un po’ compresso lateralmente, ristretto verso il peduncolo caudale, come nel pesce persico. La testa è ben proporzionata al corpo e gli occhi sono rotondi e piuttosto grandi. La bocca è piccola, armata di denti minuscoli e fitti, la mascella inferiore è leggermente prominente. La pelle è glabra, ma rivestita sui lati del corpo, da placche trasversali allungate e in vario numero che costituiscono una sorta di armatura.
Lo spinarello deve il suo nome alle tre spine mobili ed erettili che si trovano in luogo della prima pinna dorsale. Dietro l’ ultima di queste tre spine rigide parte la seconda pinna dorsale, retta da raggi molli. Anche le pinne ventrali sono rette da una spina rigida, cui segue un raggio molle. Piccola la caudale, tronca e appena incisa, mentre l’ anale è analoga alla dorsale. Le pettorali hanno forma di ventaglio.
La sua livrea: generalmente è verde scuro, con marmoreggiature sul dorso. Le parti laterali e inferiori sono chiare o argentee, segnate da fasce trasversali scure. La livrea nuziale è diversa: nei maschi il ventre e l’ apice delle pinne assumono un colore rosso vivo, a volte con toni giallastri o bluastri.
Vivacissimo, lo spinarello è in continuo movimento in acque basse e ricche di vegetazione. D’ indole battagliera, non sopporta la vicinanza di altri pesci anche più grossi, contro i quali si avventa con le spine erette, mettendoli in fuga.
In primavera il maschio, scelto un punto in cui la vegetazione acquatica è fitta, strappa con la bocca frammenti di erbe coi quali fabbrica un nido rudimentale, a forma di manicotto con due entrate. Per cementare il nido usa una sostanza agglutinante secreta dai reni durante la riproduzione.
Gli esemplari maschi dello spinarello, una volta costruito il nido, costringono a entrarvi in sequenza più di una femmina perché vi deponga le uova. Quando il numero complessivo delle uova depositate è di circa 300, il maschio le insemina e resta quindi a loro guardia, attento ad allontanarne i pesci predatori. Spesso entra nel nido per ossigenarlo, agitando le pinne. Dopo una o due settimane (dipende dalla temperatura dell’ acqua) nascono gli avannotti. A questo punto, l’ indole paterna scompare, e gli stessi genitori fanno strage dei loro piccoli, divorandoli. Gli spinarelli che sfuggono agli attacchi degli altri pesci raggiungono la maturità sessuale a due anni. La loro dimensione massima è di 15 cm.
Lo spinarello si nutre di piccoli organismi acquatici, di crostacei, pesci e larve, ma fa anche strage delle uova degli altri pesci. Proprio per quest’ ultima caratteristica è considerato un pesce nocivo, anche se si riabilita poiché mangia larve di insetti dannosi, come quelle di zanzara.
Abbondante in Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, è presente in ogni fiume d’ Europa. In Italia si trova nel corso inferiore del Po e di molti suoi affluenti, in molti fiumi veneti e nei bacini lacustri di tutto il paese.
Di nessun valore alimentare e di scarso interesse del pescatore che lo cattura casualmente, lo spinarello è invece di largo interesse scientifico perché si presta a studi di fisiologia, genetica ed etologia. Gli studiosi cercano soprattutto di studiare il modo in cui questo pesce si è adattato a vivere praticamente in ogni ambiente, tanto che spesso lo si trova anche in acque salmastre.

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