Amanita phalloides (Amanita verdognola)

 

E', in assoluto, il fungo più velenoso tra quelli esistenti; chi non sappia riconoscerlo farà bene ad astenersi dal raccogliere comunque i funghi. Diffuso in un gran numero di ambienti, cresce preferibilmente nei boschi di quercia, di castagno o di nocciolo; più raramente sotto le aghifoglie. Si caratterizza per lo più per un colore oliva più o meno intenso che può talora assumere sfumature giallastre o biancastre. Il gambo comunemente è più chiaro del cappello e reca un'ampia volva distaccata dal suo piede ed un anello pure bianco (che può mancare negli esemplari maturi), cascante, liscio o lievemente striato. Le lamelle, assai distanziate tra di loro e libere al gambo, sono sempre bianche e mai mutano di colore (come viceversa accade in funghi simili ma velenosi). La carne è bianca, eccetto che subito sotto al cappello dove può avere una sfumatura giallastra. I primi sintomi di avvelenamento (violenti dolori di stomaco, nausea, vomito, diarrea) possono comparire a volte anche dopo due giorni l'ingestione e perciò i danni provocati dal fungo all'interno dell'organismo sono spesso irreparabili. Perciò, in caso di sospetta ingestione di questo fungo, occorre non perdere tempo e provvedere immediatamente al ricovero del paziente.

Cresce in autunno ed è VELENOSO MORTALE.

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