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Carpata estiva. 08/07/2006
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Sveglia alle 5,15 sono
partito alla volta dell'Ombrone senese al Ponte di Mattioni.
Per arrivare alla
postazione c'è solo una vecchia mulattiera semidistrutta dalle piene
degli ultimi anni. Sicuramente accessibile con un fuoristrada, ma
non con una macchina. Così ho lasciato la mia quattro ruote al
limite della strada praticabile ed ho proseguito con la bicicletta
lungo un sentiero che costeggia la ferrovia. |
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Conoscendo l'orario del passaggio dei treni e avendo il battistrada
della bici adatto a qualsiasi tipo di terreno, ho potuto proseguire
fino al ponte pedalando direttamente sul binario. |
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Ho posizionato le mie
tre canne: due a fondo con terminale in dacron, amo del 6 e hair
righ con innescati quattro chicchi di granturco naturale (un
barattolo del supermercato a chicchi grossi, marchio Conad); la
terza canna a fondo con amo del 16 e i soliti bigattini innescati a
grappolo.
Ho fatto una piccola
pasturata lanciando semplicemente un po' di granturco e bigattini
con la fionda. |
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Passata una decina di minuti, ho deciso di smontare la canna con i
bigattini perché mi sembrava del tutto inutile continuare a pescare
in continuazione carassi e alborelle, e mi sono dedicato interamente
all'altra pesca più selettiva con il granturco nell'hair righ. Un
cavedano di 450g è stata la prima preda delle canne rimaste. |
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Intorno alle 8,30 c'è
stata la prima partenza di taglia, ma ho avuto un attimo di
esitazione di troppo e ho perso carpa e finale che è rimasto
intrigato nei rami sommersi dall'altra sponda del fiume.
Intorno alle 9,15 dopo
alcune toccate diffidenti c'è stata un'altra bella partenza e per un
pelo sono riuscito a riprendere la canna al volo. Dopo un breve ma
intenso combattimento ho portato a riva una bella carpa a specchi di
3,300 kg. |
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E non finisce qui!
Intorno alle 10 e mezzo c'è stata l'ultima bella partenza......l'ho
vista emergere nel sottoriva dall'altra sponda: una regina di quasi
4 chili! S'è infilata tra i rami semi sommersi e ho iniziato a
temere il peggio, ma con un recupero fulmineo a rischio slamatura,
sono riuscito a portarla in luogo più sicuro, al centro del fiume,
stancandola gradualmente e guadinandola poco dopo.
Fatte le ultime foto
ho deciso di venire via ancora presto, intorno alle 11. Il sole
estivo ha iniziato a picchiare con forza e come sempre anche i pesci
hanno smesso di abboccare, visto che in questa stagione il momento
migliore per la pesca rimane solo durante il fresco alla mattina
presto e alla sera tardi. |
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Iuri
Ancoretta
(cliccate le foto per ingrandirle) |
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