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Pescata a fondo nell' Arbia 26.03.05
In piedi alle 6,00, ho inizialmente pensato di tornare a pesca nell' Ombrone, ma una volta salito in 500 e girata la chiave nel quadro, la macchina non mi ha dato nessun segno di vita. Improvvisatomi meccanico, ho passato un ora e mezzo con il cofano aperto nell' inutile tentativo di farla ripartire. Purtroppo le candele sono definitivamente andate! Fortuna che martedì prossimo mi ci dovranno per forza mettere le mani i meccanici prima dell' appuntamento per la revisione e fortuna anche che avendo una seconda macchina non ho dovuto rinunciare alla battuta di pesca in programma, anche se -a causa del tempo perso- sono stato comunque costretto a rivedere i miei progetti di pesca nell' Ombrone. Ho deciso così di testare nuovamente un' interessantissima postazione a ridosso del campo di gara presente nel torrente Arbia.
Le toccate ai cimini non hanno tardato ad arrivare, come avviene sempre quando si pesca con l' esca "sovrana", il bigattino. Peccato che i bachi sono stati mangiati senza che alcun pesce rimanesse allamato. Sono passato inizialmente da uno 0.12, ad uno 0.14, per poi salire ad uno 0,16 sempre della serie 229 con occhiello, della Tubertini, legato ad un finale di 20 cm, trecciato spiderwire da 10 lbs. In bobina, sempre un Cosmos dello 0.30 e un piombo piatto scorrevole di 20 g.
Nell' amo dello 0,16 ho innestato ben 4 bigattini a fiocco, attaccati all' amo solo per la loro estremità in fondo, permettendogli la più totale libertà di movimento (aggiungerei di...scodinzolamento). Con la fionda, ho fatto anche una bella pasturata sia di bachi che di pellets, e i risultati non hanno tardato ad arrivare. A distanza di più di un anno, ho finalmente catturato uno splendido esemplare di "nostrano" pesce gatto, Ictalurus melas, specie ormai sempre più difficile da trovare nei nostri corsi d' acqua a causa dell' estrema e prolifica concorrenza esercitata dal suo parente americano "Channel". L' esemplare catturato è 400 g di peso per 31 cm di lunghezza. Veramente un' ottima taglia, tenendo conto delle dimensioni massime solitamente raggiunte dai melas.
Un' altro (non ho idea di cosa fosse) mi s'è slamato; poi per circa un' ora si è fermato tutto a causa degli addetti FIPS che hanno fatto un casino del diavolo con il martello per inserire nuove tabelle al campo di gara. Ad un certo punto, quando è sembrato tutto fermo e me ne sono stato tranquillamente ad ascoltare la radio, vedo violente toccate al cimino di una delle due canne, la afferro e inizia la lotta! A combattimento finito, guadino un bell' esemplare di Carpa Regina di 1,300 kg.
Ma non è finita: guardo l' orologio e mi accorgo che sono già le 11,30; è il momento di accorciare le canne e tornare a casa. Smonto una canna, la pulisco per bene, quando d' improvviso sento uno schianto alle mie spalle. Mi volto e vedo l' altra canna piegata in due, non ancora finita in acqua perché trattenuta solo per il mulinello, dalla forcella del reggicanne. Lascio perdere tutto il resto, la afferro e comincia una lotta ancora più violenta di quella con la carpa precedente. Mi illudo che possa trattarsi di qualcosa di più grosso, ma si tratta solo di una regina poco più piccola della precedente (1,050 kg), ma sicuramente più combattiva e con colorazioni della livrea leggermente differenti.
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